Il mercato editoriale italiano chiude un decennio (2015-2025) di profonde trasformazioni, caratterizzato da una crescita strutturale seguita da una recente e preoccupante contrazione. Dopo aver toccato un punto minimo nel 2016 con 81,3 milioni di copie vendute, il settore ha vissuto una fase di ripresa culminata nel picco del 2021.
Tuttavia, il 2025 si è rivelato un anno difficile, segnando una flessione che ha riportato il mercato sotto la soglia psicologica dei 100 milioni di copie vendute, svelando un panorama complesso dove le abitudini di acquisto, i generi preferiti e le geografie della lettura continuano a ridefinirsi.
L’Andamento Generale: Dalla Crescita alla Contrazione del 2025
Il 2025 ha confermato e intensificato i segnali di rallentamento già emersi nel 2024. Secondo i dati definitivi dell’Associazione Italiana Editori (AIE), nell’arco dei dodici mesi sono state vendute 99,5 milioni di copie a stampa nei canali trade (librerie, online, grande distribuzione), con un calo del 3% rispetto all’anno precedente. A valore, la flessione è stata del 2,1%, per una perdita di 32,6 milioni di euro su un totale di 1,484 miliardi di euro di venduto. Questa contrazione del libro fisico è stata solo parzialmente mitigata dalla crescita del digitale: nel 2025 le vendite di ebook sono aumentate del 2,4% (raggiungendo 87 milioni di euro) e quelle degli audiolibri del 13,3% (34 milioni di euro). Nonostante ciò, il mercato complessivo (fisico più digitale) ha chiuso l’anno con una flessione dell’1,6%.

Il valore totale del mercato editoriale italiano, includendo non solo la varia ma anche la scolastica, il professionale e l’export, si è attestato nel 2024 a 3,234 miliardi di euro, in calo dell’1,4% rispetto al 2023. Un dato economico rilevante riguarda il prezzo medio di copertina, che nel 2023 è stato di 15,17 euro, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente, un incremento notevolmente inferiore all’inflazione registrata nello stesso periodo (5,7%).
L’analisi dei generi letterari nel 2025 rivela un quadro a tinte fosche, con un’unica eccezione. L’unico settore a mostrare un segno positivo è stato quello dei libri per bambini e ragazzi, che ha registrato una crescita a copie dello 0,3%.
Tutti gli altri comparti hanno subito una flessione: la narrativa straniera e i fumetti hanno segnato un calo dello 0,8%, mentre la narrativa italiana è arretrata dell’1,8%. La sofferenza maggiore si è concentrata nel settore della non-fiction, con la saggistica generale in calo del 3,3%, la manualistica pratica del 6,8% e la saggistica specialistica che ha subito la contrazione più pesante, pari al 10,6%. Questi dati confermano una tendenza che vede la fiction e i libri per i più giovani resistere meglio alle difficoltà del mercato rispetto ai testi di approfondimento e alla manualistica.
Nonostante la flessione congiunturale del 2025, il settore dei fumetti ha vissuto una crescita eccezionale nel lungo periodo. Dal 2019, le vendite sono aumentate del 193% a copie e del 196% a valore. All’interno di questo segmento, i manga giapponesi sono i veri protagonisti, rappresentando oggi il 74,4% delle vendite totali di fumetti, con una crescita dal 2019 del 280,7%.
Parallelamente, il mercato degli audiolibri continua la sua ascesa, raggiungendo nel 2025 un valore di 34 milioni di euro (+13,3% sul 2024) e coinvolgendo 11,4 milioni di ascoltatori, con un incremento del 14% dal 2021. Questo formato intercetta nuove abitudini di consumo, spesso legate al multitasking, e attira un pubblico che cerca un’alternativa alla lettura tradizionale.

Il profilo del lettore italiano: aumentano i lettori, ma diminuisce il tempo dedicato
Comprendere chi sono i lettori in Italia è fondamentale per interpretare le dinamiche di mercato. I dati demografici del 2025 rivelano un quadro in chiaroscuro: se da un lato il numero di persone che si dichiarano lettrici è in aumento, dall’altro il tempo e la frequenza dedicati a questa attività sono in calo. Secondo l’Osservatorio AIE, nel 2025 il 76% della popolazione tra i 15 e i 74 anni si è dichiarato lettore, con un incremento del 4% rispetto al 2024.
La crescita ha riguardato tutte le fasce d’età, risultando particolarmente marcata tra i 15-17enni, dove la penetrazione ha raggiunto l’89%. Tuttavia, la quota di chi legge almeno una volta a settimana è scesa al 61%, e il tempo medio settimanale dedicato alla lettura su carta è diminuito a 3 ore e 7 minuti. Il divario di genere rimane una costante: l’81% delle donne si dichiara lettrice, contro il 72% degli uomini. Anche il livello di istruzione si conferma un fattore determinante: i dati ISTAT mostrano che legge libri il 68,9% dei laureati contro il 43,2% dei diplomati, evidenziando una polarizzazione culturale che rappresenta una sfida strutturale per il Paese.
L’effetto Social: BookTok e la Nuova Geografia dei Bestseller
Una delle novità più dirompenti del decennio è l’impatto dei social network sulle dinamiche di vendita. Piattaforme come TikTok (con l’hashtag #BookTok) e Instagram (#Bookstagram) sono diventate motori potentissimi di scoperta e promozione, capaci di creare fenomeni editoriali e di influenzare le classifiche. Nel 2025, l’hashtag #BookTokItalia ha superato i 2 miliardi di visualizzazioni, dimostrando la sua capacità di mobilitare una vasta community di giovani lettori. I generi che beneficiano maggiormente di questo fenomeno sono il Romance, il New Adult, il Fantasy e le loro ibridazioni come il Romantasy. Questi generi, spesso trascurati dall’editoria tradizionale, hanno trovato nei social un canale diretto per raggiungere il loro pubblico, generando un passaparola virale che si traduce in vendite significative. Nel 2024, i libri legati a BookTok hanno rappresentato il 6% del mercato totale della narrativa, con circa 5,8 milioni di copie vendute.
Produzione e Canali di Vendita: tradizione e innovazione a confronto
Il 2025 ha messo in luce un panorama produttivo e distributivo in piena evoluzione. Da un lato, l’editoria tradizionale ha pubblicato 70.409 novità (esclusi scolastica e autopubblicati), con un aumento dell’1,8% rispetto al 2024. Dall’altro, il fenomeno del self-publishing continua la sua ascesa: nel 2024, i titoli autopubblicati hanno rappresentato il 16% della produzione totale a stampa, con 13.238 opere cartacee, confermando un trend di crescita che ridefinisce il ruolo degli editori come certificatori di qualità in un mercato sempre più disintermediato.
Sul fronte della distribuzione, le librerie fisiche, pur registrando un calo complessivo dello 0,7% a valore, si confermano il canale preferito dai lettori, riconquistando una quota di mercato del 55,5% nei primi nove mesi del 2025. Tuttavia, al loro interno si evidenzia una netta divergenza: le librerie indipendenti soffrono maggiormente, con una perdita dell’8,5% delle copie vendute, pari a 1,3 milioni di libri in meno. Gli store online e la grande distribuzione hanno subito flessioni più marcate, rispettivamente del 3,9% e del 4,2% a valore.
Il formato del libro: domina la Carta, ma il Digitale avanza
Nonostante la contrazione generale, il libro cartaceo dimostra una notevole resilienza e continua a essere il formato preferito dalla stragrande maggioranza dei lettori italiani. Nel 2023, l’87,6% dei lettori ha scelto la carta. Tuttavia, il digitale prosegue la sua lenta ma costante avanzata. Nel 2025, il mercato degli e-book è cresciuto del 2,4%, raggiungendo un valore di 87 milioni di euro. Le piattaforme in abbonamento si sono rivelate il modello di business dominante, conquistando il 55,72% della quota di mercato degli e-book a livello globale. Anche gli audiolibri hanno registrato un’ottima performance, con un incremento del 13,3% e un valore di 34 milioni di euro. Sebbene il digitale (e-book e audiolibri) rappresenti ancora una frazione minoritaria del mercato trade complessivo (circa il 7,5% del valore totale nel 2025), la sua crescita contribuisce a diversificare le modalità di fruizione e a contenere le perdite del settore.
L’effetto Amazon: dominio, algoritmi e la sfida delle librerie
Nel decennio 2015-2025, nessun attore ha plasmato il mercato del libro quanto Amazon. Il colosso dell’e-commerce ha consolidato una posizione dominante, diventando il principale canale di vendita online sia per i libri fisici che per quelli digitali. In Italia, Amazon detiene circa un terzo del mercato editoriale totale, con una quota che sale al 60% per gli e-book e addirittura all’80% per gli audiolibri. Questa egemonia è stata costruita su due pilastri: un ecosistema integrato e una logistica senza rivali.
L’ecosistema Kindle, con i suoi dispositivi di lettura e l’immenso catalogo digitale, ha abituato milioni di italiani alla lettura su schermo. Nel 2025, i lettori Kindle in Italia hanno letto in media oltre 814 milioni di pagine al mese. Parallelamente, la piattaforma Kindle Direct Publishing (KDP) ha rivoluzionato il mondo dell’autopubblicazione. Offrendo strumenti semplici e gratuiti, KDP ha “democratizzato” l’accesso al mercato per migliaia di autori esordienti, ma ha anche creato un ambiente in cui Amazon agisce da editore, distributore e rivenditore, monopolizzando di fatto il settore del self-publishing.
L’impatto sulle librerie fisiche è stato profondo. La concorrenza di Amazon, basata su sconti aggressivi e consegne rapide, ha messo in crisi soprattutto le librerie indipendenti. Per arginare questo fenomeno, l’Italia ha introdotto normative come la “Legge Levi” (L. 128/2011), che limita gli sconti sul prezzo di copertina, nel tentativo di riequilibrare il mercato. In risposta alla crisi, sono nate anche iniziative dal basso come Bookdealer, una piattaforma di e-commerce creata durante la pandemia per sostenere le librerie di quartiere, che però ha incontrato notevoli difficoltà economiche nel competere con il gigante di Seattle.
Infine, Amazon ha ridefinito le abitudini di consumo attraverso i suoi potenti algoritmi di raccomandazione e una logistica sempre più efficiente. Gli algoritmi creano “bolle culturali” suggerendo titoli basati sugli acquisti precedenti, un sistema che, se da un lato personalizza l’offerta, dall’altro rischia di limitare la scoperta di nuovi autori e generi. La velocità delle consegne, con oltre 230 milioni di prodotti consegnati in giornata o in un giorno in Italia nel 2025, ha alzato le aspettative dei consumatori a un livello che pochi altri possono eguagliare, consolidando ulteriormente il suo dominio sul mercato.
Oltre l’acquisto: il ruolo cruciale delle Biblioteche ed il divario nel prestito
Accanto ai dati di vendita, l’utilizzo delle biblioteche pubbliche è un indicatore fondamentale della salute della lettura. Anche in questo ambito, l’Italia si mostra profondamente divisa. I dati più recenti evidenziano una spaccatura netta tra le diverse aree geografiche. Le città del Nord, come Milano, Bologna e Torino, non solo guidano le classifiche di acquisto ma registrano anche un’intensa attività di prestito bibliotecario.
Nel 2025, il sistema bibliotecario di Milano ha visto crescere gli utenti attivi, con una media di quasi 13 libri presi in prestito da ogni utente. A Torino, gli iscritti attivi al prestito sono aumentati dell’11% nel 2024, e il trend positivo è proseguito nel 2025 con l’integrazione nel nuovo sistema BI.TO. Anche Bologna si distingue per un servizio di prestito intersistemico metropolitano molto efficiente, che mette in rete oltre 100 biblioteche. Altre città del Nord come Venezia, Verona e Padova mostrano dati di prestito in crescita per il 2025, confermando la vitalità delle loro reti bibliotecarie.

Scendendo verso il Centro, la situazione si fa più eterogenea. Firenze e Perugia mantengono sistemi bibliotecari attivi, ma città come Roma, nonostante l’alto numero di biblioteche, hanno registrato un calo di utenti e prestiti nel 2025. La vera emergenza, tuttavia, riguarda il Sud e le Isole. Grandi città come Napoli, Palermo, Bari e Cagliari soffrono di una cronica carenza infrastrutturale. Le biblioteche sono meno numerose, dispongono di un patrimonio librario ridotto e offrono servizi limitati. Di conseguenza, i dati sul prestito sono drammaticamente inferiori: i prestiti per abitante in queste aree sono meno di un decimo rispetto a quelli del Centro-Nord. In Sicilia, ad esempio, si registrano solo 31 prestiti ogni 1.000 abitanti, contro i 741 del Centro-Nord, un divario che testimonia una profonda disuguaglianza nell’accesso alla cultura e alla lettura.
Il decennio 2015-2025 ha mostrato un’industria del libro capace di adattarsi e crescere, ma i dati del 2025 impongono una riflessione sulle sfide future. La contrazione delle vendite, in linea con le tendenze di altri grandi mercati europei, solleva interrogativi sulla sostenibilità della domanda. La resilienza del settore per ragazzi, la crescente affermazione del self-publishing, la tenuta delle librerie fisiche come presidi culturali e le profonde disparità geografiche sono elementi cruciali che editori, librai e istituzioni dovranno affrontare.
A queste si aggiungono le sfide poste dall’innovazione tecnologica, come l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui processi creativi e produttivi, e la necessità di adottare modelli di business più sostenibili. Il futuro del libro dipenderà dalla capacità del settore di integrare i nuovi formati digitali, valorizzare la bibliodiversità e colmare il divario culturale che ancora divide il Paese. L’auspicio, è che il 2026 possa segnare un’inversione di rotta, anche grazie a nuove misure di sostegno alla domanda, come i fondi per le biblioteche, che mirano a preservare la centralità del libro nella vita culturale e civile del Paese.
- dati tratti da Associazione Italiana Editori (AIE), ISTAT, Il Sole 24,





